18
Nov
09

Cina ed Africa: relazioni internazionali senza sfruttamento – tecnologia, scuola, sanità, ambiente: 8 accordi di cooperazione

Fonte: “Chinese premier announces eight new misures to enhance cooperation with Africa”, in Quotidiano del Popolo del 9 novembre 2009. English. peopledaily.com.cn.

Citato in www.lacinarossa.net – su http://lernesto.it

Agli inizi di novembre del 2009, si è tenuta in Egitto la quarta conferenza cino-africana con la partecipazione del primo ministro cinese Wen Jiabao e, sull’altra sponda, da leader a ministri degli esteri di quasi tutti i paesi africani.Si è verificato un nuovo salto di qualità nelle relazioni politico-economiche tra le due sfere geopolitiche, soprattutto grazie a otto misure concrete prese da Pechino, che dimostrano l’assoluta inconsistenza dell’equazione Cina = nuovo polo imperialistico.

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18
Nov
09

Comunisti nel mondo anche nel 21° secolo? – di Fausto Sorini

di Fausto Sorini – http://lernesto.it – su Marxismo Oggi

Note e considerazioni sul processo di riorganizzazione delle forze comuniste a livello internazionale e in Europa. A distanza di oltre 30 anni dalla breve stagione eurocomunista, se valutiamo con obbiettività i diversi itinerari che hanno contraddistinto la storia dei cinque maggiori partiti comunisti dell’Europa occidentale (la situazione nell’Europa dell’Est, che in parte comprende anche il caso tedesco, richiede un approccio diverso), un elemento risalta. E cioè che, mentre la vicenda del comunismo italiano, spagnolo e francese degli ultimi decenni è stata complessivamente e prevalentemente segnata dalla crisi, dal declino, in taluni casi dall’auto-dissoluzione, nella vicenda del comunismo greco e portoghese – senza indulgere ad alcun trionfalismo acritico o alla proposizione di modelli – prevale comunque un elemento di tenuta strategica, identitaria e di organizzazione, di radicamento sociale e di classe, di inequivoca collocazione antimperialista, di ripresa anche elettorale su livelli (7-10%) che oggi sarebbero considerati invidiabili dai partiti che si richiamano al comunismo negli altri tre paesi citati, e che viceversa attraversano una crisi profonda, come non mai.

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16
Nov
09

Eutelia 9′000 licenziamenti – la lotta dei lavoratori

E’ iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM-EDISONTEL TUTTI CONFLUITI IN:
AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega.
Agile ex Eutelia è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO.
Agile ex Eutelia è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile.
Agile ex Eutelia è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti.
Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi, l’ultima è Phonemedia 6600 dipendenti che subirà a breve la stessa sorte.
Siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e considerando che ognuno di noi ha una famiglia, le persone coinvolte sono circa 40.000 eppure nessuno parla di noi.
Abbiamo bisogno di visibilità Mediatica, malgrado  le nostre manifestazioni nelle maggiori città italiane ( Roma – Siena_Montepaschi — Milano — Torino — Ivrea — Bari — Napoli – Arezzo – ) e che alcuni di noi sono saliti sui TETTI, altri si sono INCATENATI a Roma in piazza Barberini,  nessun giornale a tiratura NAZIONALE si è occupato di noi ad eccezione dei TG REGIONALI e GIORNALI LOCALI.
NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE  perchè la parola d’ordine è che se  non siamo visibili all’opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE.

==>  Dal  4-Novembre-2009 le nostre principali sedi sono PRESIDIATE con assemblee permanenti

Se sei solidale con noi INOLTRA QUESTO DOCUMENTO ad almeno 10 amici nei prossimi 30 minuti, non ti costa nulla, ma avrai il ringraziamento di tutti i lavoratori e le Lavoratrici di Agile ex Eutelia che da mesi sono senza stipendio *

* Altrimenti questa azienda morirà *

Le Lavoratrici e i Lavoratori di Agile s.r.l. — ex Eutelia

* GRAZIE *

16
Nov
09

Se un ‘quotidiano comunista’ censura posizioni comuniste – lettera di Fosco a Giannini a Liberazione

CENSURE                        

Caro Direttore,

domenica 8 novembre esce l’editoriale di Paolo Ferrero sulla questione del Muro di Berlino. A partire da tale questione il Segretario ratifica un giudizio liquidazionista (di stampobertinottiano?) sull’intera storia del socialismo storicamente  realizzatosi. Il punto di vista dei compagni/e de l’Ernesto è che il giudizio di Ferrero si formi attraverso un approccio debole e aproblematico alle questioni relative ai primi tentativi di transizione al socialismo, inclinazione dettata forse da un dogma pregiudiziale che nulla ha a che fare con un sempre più  necessario pensiero aperto e  rifondatore. Il punto di vista di questi compagni/e è che l’editoriale di Ferrero non rappresenti, comunque, “il pensiero unico” del Partito. Rispetto a ciò l’Ernesto ti ha chiesto di ospitare sul nostro ( di tutti noi o di alcuni di noi?)  quotidiano un intervento del compagno Andrea Catone, tra i più stimati – ben al di là del nostro Paese -  intellettuali marxisti italiani. Tu hai detto no, argomentando che non volevi aprire un dibattito “sul Muro”. I giorni successivi, tuttavia, hai pubblicato, sulla stessa questione, un lungo articolo della Castellina ed un intervento di Russo Spena. Ormai ci stiamo abituando alle molteplici esclusioni ( come quella dall’Assemblea nazionale sul Partito a Caserta )  e censure. Sarebbe bene, tuttavia, che non si abituassero a ciò né il Direttore né il gruppo dirigente, poiché quest’ attitudine assumerebbe in pieno quello che Ferrero attribuisce al socialismo realizzato: l’intolleranza e la negazione della democrazia. Spero che almeno questa lettera venga pubblicata: dobbiamo superare i problemi, non acutizzarli.

Fosco Giannini - Direzione Nazionale PRC   

13
Nov
09

Eutelia: squadristi in azione

http://lernesto.it

Questa mattina alle ore 5,30 un gruppo di una dozzina di squadristi, guidati da Samuele Landi ex AD del gruppo Eutelia, sono entrati forzando la porta di ingresso con il piede di porco, dentro l’edificio dell’azienda EUTELIA (Roma), spacciandosi per poliziotti hanno tentato di identificare i lavoratori del presidio, compreso un giornalista Rai che dormiva con loro. La polizia, avvertita dai lavoratori, è intervenuta, portando Samuele Landi al commissariato per essere interrogato e gli altri squadristi sono stati identificati e interrogati a loro volta in un locale dell’azienda. Si veniva a scoprire essere dei Body Gard alle dipendenze di una multinazionale che fornisce contractor (leggi mercenari) per l’Iraq e l’Afghanistan. Mentre accadeva tutto ciò decine di lavoratori e compagni del Circolo TLC e Informativa del PRC di Roma, con alla testa la compagna segretaria Daniela Cortese, sono accorsi a dar manforte ai lavoratori in occupazione. Dopo alcune ore alcuni squadristi sono stati fatti uscire tra due ali di lavoratori, i quali li hanno sonoramente fischiati e insultati, mentre tre di loro venivano snidati e si accertava essere grumiri/squadristi.

La FIOM-CGIL ha presentato una denuncia penale nei confronti di Landi e di questi loschi figuri che erano al suo seguito. Con questa operazione, Landi ha gettato definitivamente la maschera, dopo aver predicato per mesi che la compagnia Agile-Omega non faceva più parte del gruppo EUTELIA per la cessione del ramo d’azienda.A causa di questa irresponsabile e criminale politica aziendale della famiglia Landi, migliaia di lavoratori stanno perdendo il proprio posto di lavoro.

La lotta continua, la solidarietà di classe pure.

Roma, 10 Novembre 2009

02
Set
09

Le politiche dell’URSS staliniano contro il nazismo e per lo sviluppo economico e culturale

http://www.aginform.org/chiaia2.html

di Adriana Chiaia

La strategia politico-militare

Il controverso patto di non aggressione (non un’alleanza, come spesso surrettiziamente si dice) tra l’Unione Sovietica e la Germania nazista, stipulato il 23 agosto 1939, che sorprese ed indubbiamente disorientò i partiti comunisti e i movimenti antifascisti in tutto il mondo (e che viene stigmatizzato dai nemici dell’URSS e dai trotzkisti come un tipico esempio del cinismo di Stalin e come un puntello fornito dalla patria del socialismo al nemico principale del proletariato e dei popoli liberi), era in realtà la sola alternativa rimasta aperta per il governo sovietico contro il rischio che, nell’isolamento dalle altre potenze imperialiste e sostanzialmente con il loro avallo, l’Unione Sovietica si trovasse ad affrontare da sola l’offensiva nazista.

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06
Set
09

L’america latina a rischio di instabilità – sette basi militari USA in Colombia

www.fgci.it              

Da anni ormai si ripetono in America Latina i tentativi da parte degli Stati Uniti e del grande capitale di mettere a rischio i processi democratici che hanno cambiato negli ultimi tempi l’assetto politico, economico sociale, dell’intero continente sudamericano. L’attacco, assolutamente ingiustificato, verso il Venezuela di Chavez sembra presagire una fase di tensione che nessuno si augura. Esprimiamo la nostra solidarietà rivoluzionaria nei confronti del Governo del compagno Chavez e di tutto il popolo Venezuelano, pubblicando di seguito questo comunicato, giuntoci direttamente dal Ministerio del Poder Popular para Relaciones Exteriores del Venezuela.

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08
Set
09

La collettivizzazione dell’agricoltura in URSS: una vittoria decisiva dell’economia socialista

di Adriana Chiaia-su www.resistenze.org


Premessa


«Lasciandoci, il compagno Lenin ci ha comandato di rinsaldare con tutte le forze l’alleanza degli operai e dei contadini. Ti giuriamo, compagno Lenin, che non risparmieremo le nostre forze per adempiere con onore anche questo tuo comandamento!»1

Questo solenne giuramento fa parte del discorso pronunciato da Giuseppe Stalin al II Congresso dei Soviet dell’URSS, il 26 gennaio 1924, pochi giorni dopo la morte di Lenin (21 gennaio). In questo e negli altri punti del giuramento Stalin ribadiva l’impegno del partito bolscevico a proseguire l’opera di Lenin nella costruzione del socialismo. Il tono enfatico risentiva della commozione del tragico momento. Che non si trattasse di vuota retorica fu dimostrato dalla difesa pertinace della linea marxista e leninista che Stalin condusse per tutta la vita, guidando il partito bolscevico nei frangenti più difficili e nelle scelte decisive che, malgrado tutte le difficoltà esterne ed interne, ne caratterizzarono la linea politica e la sua attuazione pratica.

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16
Set
09

Le dieci grandi realizzazioni in Cina dal 1980

http://www.ideasherwood.org/drupal/contributi

1. Elevamento del tenore di vita
Dal 1980 ad oggi il reddito del cittadino cinese è aumentato del 9,7% ogni anno e quello del contadino del 5% ogni anno. Si tratta di aumenti reali che tengono conto dell’evoluzione dei prezzi.

2. Vantaggi per il terzo mondo

La crescita dell’economia cinese ha impedito una recessione mondiale. L’importazione di prodotti dalla Cina ha creato 10 milioni di posti di lavoro all’estero, principalmente nel terzo mondo. Il commercio con la Cina ha permesso a molti paesi di sottrarsi ai tentacoli opprimenti degli Stati Uniti.

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17
Set
09

34 cose da sapere sul regime socialista di Cuba – contro le menzogne diffuse dagli USA

http://rifondazionenichelino.blogspot.com/

1) Il popolo cubano sopporta un blocco economico, commerciale e finanziario dal 1961 come misura di guerra per essersi liberato dall’imperialismo yankeeche castiga ogni impresa che commercia con Cuba e che detto embargo non è legittimato dalle Nazioni Unite? Nell’ottobre di quest’anno 185 paesi dei 192 che compongono le Nazioni Unite hanno votato a favore della fine del suddetto blocco. I danni causati all’economia cubana a causa dell’embargo economico nordamericano sono stati stimati in più di 53 miliardi di euro, tra il 1961 ed 2008. Quindi chi è che pratica una politica genocida verso il popolo cubano, se non gli USA.

2) il popolo cubano celebra le elezioni ogni 5 anni negli ambiti municipali, provinciali e statale e che le stesse non sono su base partitica, nemmeno il Partito Comunista può partecipare, ma esiste una libera concorrenza tra i candidati alle elezioni, che sono proposti dalle assemblee popolari di ogni ambito, sullo stile della democrazia assembleare della Rivoluzione Francese dei primi anni. Si critica Cuba per non permettere il pluripartitismo politico – a Cuba ogni cubano è un partito! – ma oggi sappiamo che il pluripartitismo in un contesto capitalista dove tutto è merce non garantisce per il solo fatto di esistere che ci sia anche la democrazia, cioè, il governo del popolo per il popolo, ma solo una partitocrazia al servizio dei più ricchi, con un forte bipartitismo che si alterna al governo, secondo la tendenza ideologica (più liberale o più conservatrice) dei più ricchi;


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17
Set
09

Parziale conta dei morti causati da regimi o organizzazioni liberal-capitalistici (dal “Libro nero del capitalismo”)

http://www.circolorussell.it/index.php?doc=58

(leggi anche: http://www.resistenze.org/sito/te/cu/st/cust9i14-005515.htm, sul Muro di Berlino)

Dal ”Libro nero del capitalismo” (Marco Tropea Editore)

CAPITALISMO E BARBARIE

RIEPILOGO DEI MASSACRI E DELLE GUERRE PROVOCATE DAL CAPITALISMO NEL (solo) XX° SECOLO” (fino al 1998)

.

Ultime repressioni anti-indiane negli USA, che segnano la fine del genocidio iniziato nel XIX° sec. Morti 100 000

- Guerra angloboera (per il controllo del Sud Africa 100 000

- Vittime delle conquiste coloniali della fine del XIX° e dell’inzio del XX° secolo (tra cui la conquista della Corea dal Giappone, 1908) 500 000

- Guerra Russo-Giapponese (1904 – 1905). La sola battaglia di Mukden provoco’ piu’ di 100 000 morti 300 000

- Repressione della rivoluzione del 1905 in Russia 100 000

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28
Set
09

Il socialismo in Afghanistan e gli USA finanziatori dei mujaheddin di Bin Laden in chiave anti-sovietica

da: http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell’Afghanistan

1978-1992:

Il PDPA, partito socialista filo-comunista, mise in atto un programma di governo socialista che prevedeva principalmente una riforma agraria che ridistribuiva le terre a 200mila famiglie contadine. Ma anche l’abrogazione dell’ushur, ovvero la decima dovuta ai latifondisti dai braccianti. inoltre fu abrogata l’usura, i prezzi dei beni primari furono calmierati, i servizi sociali statalizzati e garantiti a tutti, venne riconosciuto il diritto di voto alle donne e i sindacati legalizzati. Si svecchiò tutta la legislazione afghana col divieto dei matrimoni forzati, la sostituzione delle leggi tradizionali e religiose con altre laiche e marxiste e la messa al bando dei tribunali tribali. Gli uomini furono obbligati a tagliarsi la barba, le donne non potevano indossare il burqa, mentre le bambine poterono andare a scuola e non furono più oggetto di scambio economico nei matrimoni combinati.

Si avvio anche una campagna di alfabetizzazione e scolarizzazione di massa e nelle aree rurali vennero costruite scuole e cliniche mediche.

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02
Ott
09

1949 : nasce la Repubblica Popolare Cinese. 2009 : la Cina è il nuovo centro del mondo.

di Sergio Ricaldone – su Gramsci oggi del 01/10/2009 – da www.lernesto.it

v. anche: http://www.ideasherwood.org/capire_la_cina.pdf

Il 1949 è stato un anno cruciale della storia contemporanea.

Il 4 aprile, con la firma a Washington del Trattato Nord Atlantico (Nato), l’Occidente mette a punto la sua poderosa macchina militare anticomunista. La guerra fredda contro l’URSS supera la soglia del conflitto ideologico e la Nato mostra al suo mortale nemico i suoi denti al plutonio. Le bellicose intenzioni di fermare con qualsiasi mezzo, inclusa la bomba atomica, l’espansione delle idee comuniste e dei movimenti di liberazione antimperialisti erano già state annunciate dai kilotoni che quattro anni prima avevano incenerito Hiroshima e Nagasaki.

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10
Ott
09

La politica imperialista del Nobel per la pace Obama

da: http://www.ilbriganterosso.info/      

Il Premio Nobel per la pace a Obama lascia perplessi. Il presidente del “cambiamento” ha mantenuto lo stesso “Ministro della Guerra” di Bush (Robert Gates) e con esso tutti gli impegni militari che gli Stati Uniti avevano sui diversi fronti della Guerra Globale al Terrorismo (Gwot), da Obama cosmeticamente ribattezzata “Operazioni di emergenza di Oltremare” (Oco).

Iraq. Il ritiro degli Usa dall’Iraq (che verrà completato entro la fine del 2011) non è motivato da ideali pacifisti, ma dalla decisione strategica di liberare risorse militari da quella che Obama ha definito la “guerra sbagliata”, per impiegarle sul fonte della “guerra giusta”, quella in Afghanistan.

Afghanistan. Nonostante le dichiarazioni sulla “nuova strategia”, nei fatti Obama sta perseguendo un’escalation del conflitto raddoppiando il numero delle truppe Usa al fronte (da 32mila a 68mila in un anno, con il programma di arrivare a 100mila) e proseguendo i bombardamenti aerei che ogni giorno continuano a fare strage di civili afgani.

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10
Ott
09

Una Superbomba contro l’Iran l’ultima invenzione del Pentagono

http://www.antimafiaduemila.com/

di Federico Rampini – 9 ottobre 2009


New York. Contro l´atomica iraniana arriva la Superbomba americana. Il Pentagono ieri ha dovuto confermare lo scoop della tv americana Abc. «Entro pochi mesi – ha dichiarato il portavoce della Difesa Geoff Morrel – sarà operativa la nuova bomba anti-bunker».

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14
Ott
09

UNA TASK FORCE U.S.A. PER FERMARE L’AMERICA LATINA – la nuova mossa di Obama, uomo di ‘pace’

Imponente la potenza di fuoco del nuovo strumento di intervento militare statunitense.
di Antonio Mazzeo              

Negli stessi giorni in cui è stata ufficializzata l’assegnazione del premio Nobel per la pace al presidente Barack Obama, il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti ha annunciato la costituzione di una nuova e potentissima task force aeronavale destinata a presidiare i mari del contiente latinoamericano. Si tratta del Carrier Strike Group CSG 1 e il suo comando operativo sarà attivato a San Diego (California). Come dichiarato dal Comando della III Flotta dell’US Navy che ne coordinerà gli interventi, “il CSG 1 sosterrà la strategia marittima nazionale, aiuterà nella promozione delle partnership regionali, farà da detterente alle crisi, proietterà la potenza militare USA, promuoverà la sicurezza navale e fornirà assistenza in caso di disastri naturali all’interno di una vastissima area di operazioni dell’Oceano Pacifico”.
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16
Ott
09

CARO PAOLO: PERCHE’ SEI CONTRARIO ALL’UNITA’ DEI COMUNISTI? LETTERA APERTA AL COMPAGNO FERRERO – di Fosco Giannini

(da “ Liberazione” di venerdì 16 ottobre)

di Fosco Giannini, Direzione Nazionale Prc

Caro compagno Ferrero, credo sia tempo di porti una domanda: perché respingi la proposta, avanzata dal Pdci – ma ormai fatta propria da tanta parte dei quadri e della base del Prc, dalla diaspora e dall’elettorato comunista – di unire i due piccoli partiti comunisti italiani?

Non è una domanda retorica, un artifizio: è tutta quell’area, ormai vastissima ( anche esterna ai due partiti comunisti , che chiede l’unità, che non sopporta più di vedere i comunisti dissanguarsi, dividersi ) a portela. E’ una domanda vera: vorrebbero tutti conoscere i motivi di fondo (politici, teorici, tattici, strategici, quelli che siano) che ti spingono a dire no.

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30
Ott
09

Le forze dell’ordine continuano ad ammazzare. VERITA’ e GIUSTIZIA per Stefano Cucchi !

[ Leggi anche la storia di Manuel Eliantonio, 22 anni, ammazzato come un cane nel carcere di Marassi a Genova: http://baruda.net/2008/10/22/il-corpo-di-manuel-eliantonio/ ]

una foto recente di Stefano

da Facebook: http://www.facebook.com/group.php?gid=179356329608&ref=mf

il corpo distrutto di Stefano                                                                         dopo la morte

Dopo Aldo Bianzino, è toccato a un altro consumatore di cannabis. Stefano Cucchi, 31 anni, arrestato per possesso di qualche grammo di cannabis e cocaina viene rinchiuso a Regina Coeli il 16 ottobre scorso, poi trasferito all’ospedale Pertini di Roma muore subito dopo. Sul suo corpo i genitori hanno riscontrato tumefazioni e lesioni. A denunciare una morte “su cui fare chiarezza e giustizia” sono Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, l’associazione che si batte per i diritti nelle carceri, e Luigi Manconi , presidente di ‘A Buon Diritto’.

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02
Nov
09

La natura capitalistica dei leader di Tienanmen nel 1989

da www.lacinarossa.net            

Contrariamente alla concezione ancora dominante nella sinistra antagonista occidentale, la grande maggioranza dei dirigenti degli studenti che scesero in piazza in Cina nel 1989 volevano il capitalismo e la democrazia occidentale per il loro paese, anche se utilizzavano demagogicamente delle parole d’ordine contro “la burocrazia” e la corruzione del  partito comunista cinese.

Proviamo a dimostrare con “fatti testardi” (Lenin) questa tesi.

Continua a leggere ‘La natura capitalistica dei leader di Tienanmen nel 1989′

02
Nov
09

Il Partito Sociale mette fine alla lotta di classe

Cito integralmente il commento di un compagno sul tema del Partito Sociale.  

L’ intera discussione si trova su: http://www.ilbriganterosso.info/?p=677&cpage=1#comment-1140 .

di Sandro B.

Con tutto il rispetto che devo all’impegno e al lavoro del compagno Piobbichi e dei compagni impegnati con lui devo esprimere la mia freddezza sulla proposta del Partito Sociale.
Considero tale proposta come negativa per i seguenti motivi:
• Da anni il gruppo dirigente critica la “forma partito”, giudicata un relitto del ‘900.

L’idea di “partito sociale” approfondisce tale revisione ideologica e organizzativa.
• Il modello è la “concretezza” del partito socialista olandese (il cosiddetto partito del pomodoro), cioè contrastare la crisi sociale con gruppi di acquisto solidali, palestre popolari, corsi di alfabetizzazione, mercatini dei libri usati od organismi caritatevoli che raccolgono nei supermercati prodotti destinati al macero per darli ai poveri. Si propone in sostanza di archiviare la lotta di classe con una svolta verso l’associazionismo. In tale visione è forte il pessimismo nella capacità dei lavoratori di cambiare la società: il carovita non si combatterebbe lottando per la scala mobile, il carolibri a scuola non si contrasterebbe con case editrici pubbliche gestite dai lavoratori, ecc. Il circolo di partito tenderebbe ad avere una funzione assistenziale, sostitutiva dello stato sociale, avulsa dallo scontro politico nelle fabbriche, nelle scuole, nei quartieri.

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05
Nov
09

Un altro mito della guerra fredda: la caduta del Muro di Berlino

di William Blum - da http://resistenze.org  

C’è da aspettarsi che entro poche settimane molti dei media occidentali mettano in moto le loro macchine propagandistiche per commemorare il 20° anniversario della caduta del muro di Berlino, il 9 novembre 1989. Tutti i luoghi comuni della guerra fredda sul Mondo Libero contro la tirannia comunista verranno rispolverati e sentiremo per l’ennesima volta la favola del muro e di come è caduto: nel 1961, i comunisti di Berlino Est avevano costruito un muro per impedire ai propri cittadini oppressi di fuggire a Berlino Ovest e verso la libertà. Perché? Perché ai commies (gli sporchi comunisti) non piace che la gente sia libera, ai commies non piace che il popolo apprenda la “verità”. Quale altra ragione poteva esserci?

Innanzitutto, prima che il muro fosse costruito, migliaia di tedeschi dell’est facevano i pendolari, andando ogni giorno a lavorare nella Germania occidentale e poi tornando all’est ogni sera. Chiaramente non erano imprigionati nella Germania orientale contro la loro volontà.

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06
Nov
09

Il Muro di Berlino come difesa necessaria per la Repubblica Democratica Tedesca

 

 

 

 

 

 

 

 

da L’Unità del 14/08/1961 – su http://resistenze.org

Dopo una lunga attesa e numerose proposte rivolte alle potenze occidentali

Perché erano ormai necessarie le misure adottate a Berlino

La Repubblica democratica tedesca era l’unico paese a tenere senza controllo una parte dei suoi confini – Il provvedimento era stato rimandato per non acuire la tensione.

Le odierne misure adottate dal governo della RDT, in accordo con i paesi del Trattato di Varsavia sono di una legittimità evidente.

In effetti non si vede come di possa negare ad uno stato sovrano come ls RDT il diritto – e qui sta il nocciolo giuridico della questione – di prendere alle proprie frontiere i provvedimenti che ritiene più opportuni. Ma il problema non è solo giuridico e il diritto di cui si è detto non è soltanto tale è anche una necessità, giacché non si ha notizia di paesi che tengano sguarnita e priva di ogni garanzia e di ogni controllo una parte dei loro confini.

Se le misure sono state rinviate sino ad oggi è stato soltanto per non apportare altri elementi di tensione ad una situazione tutt’altro che semplice. Ma ormai la misura era veramente colma. «Abbiamo voluto operare col massimo di pazienza», ha detto un funzionario governativo.

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07
Nov
09

07 novembre: perché ricordiamo la Rivoluzione d’Ottobre

di Alexander Höbel – http://lernesto.it            

A 92 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre, qualcuno potrebbe chiedersi (e chiederci) perché celebriamo ancora quell’evento. A parte il fatto che anche date come il 14 luglio 1789 continuano a essere giustamente ricordate e celebrate, il punto centrale è un altro; e cioè che continuiamo a pensare che quell’evento abbia cambiato la storia del mondo, e che i suoi insegnamenti – e in generale la lezione del leninismo – siano tuttora fondamentali.

Tanto per cominciare, non si ricorderà mai abbastanza il fatto che quella Rivoluzione nacque in opposizione al massacro della guerra imperialista – la I Guerra mondiale – che stava devastando il mondo, trasformò l’ennesimo macello prodotto dalle logiche del capitale in un’occasione di trasformazione sociale, e costituì la leva essenziale della dissociazione della Russia – ormai Russia dei soviet – da quella “inutile strage”, giungendo a una pace giusta e senza annessioni (anzi, con la perdita di rilevanti pezzi di territorio), con un gesto che valeva molto di più delle vuote invocazioni pacifiste di tante forze democratiche e socialiste, cui poi non corrispondevano scelte conseguenti. Gli altri decreti varati all’indomani della Rivoluzione – quelli sulla terra ai contadini, la nazionalizzazione dei grandi impianti, il potere dei soviet, il rispetto delle nazionalità e il criterio della libera adesione al nuovo Stato – costituirono le prime realizzazioni di quegli obiettivi che i bolscevichi avevano proclamato prima della presa del potere: anche in questo caso, una coerenza tra il dire e il fare, che accrebbe grandemente il consenso popolare.

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08
Nov
09

«L’addio al comunismo? Costato un milione di morti» – dal Corriere della Sera

da www.corriere.it       

La rivista Lancet: nell’Est la mortalità è aumentata del 13% per le privatizzazioni

Quanti morti può fare una privatizzazione? O meglio — se un conto si può fare — quante vite è costato il passaggio dal comunismo al capitalismo? E ancora: si può conteggiare l’effetto delle ricette economiche che quella transizione l’hanno dettata negli eltsiniani (e clintoniani) anni Novanta? Il conto è stato fatto. Pubblicato su una delle più prestigiose riviste di medicina internazionali, l’inglese Lancet, 4 anni di lavoro, modelli matematici complessi, basandosi sui dati del’Unicef dal 1989 al 2002. La conclusione: le politiche della privatizzazione di massa nei Paesi dell’ex Unione Sovietica e nell’Europa dell’Est hanno aumentato la mortalità del 12,8%. Ovvero, hanno causato la morte prematura di 1 milione di persone.

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09
Nov
09

Obama, nessun cambiamento. Il sistema USA è salvo

da: http://www.facebook.com/group.php?gid=76106796240

Obama il suo yes we can e change …nessuno che vede e analizza la realtà .
Il fatto che sia di colore non vuol dire nulla e poi non viene dal bronx ma dai salotti buoni dell’elite americana bisogna ricordarselo .
Barack Obama sembra rappresentare questa alternativa ed incarnare perfettamente la figura del “presidente del cambiamento”, anche perché è il primo presidente di origine afroamericana nella storia. Ma è proprio così?
A leggere la stampa di sinistra in Italia (per non parlare di Veltroni e i suoi amici, secondo cui “il mondo cambia” dopo la vittoria di Obama) sembra di sì, anzi quella che viene fuori è un immagine del primo presidente di colore della storia degli Usa con un nuovo messia, il salvatore dell’umanità. “Una nuova speranza” dice il Manifesto. “Forza Obama”, risponde Liberazione.
Non possiamo accontentarci del “meno peggio”, o farci guidare solo dalle “emozioni” e dalle “passioni” ma dobbiamo cercare di analizzare il programma di Obama, le forze che lo sostengono ed il contesto politico, economico e sociale nel quale viene eletto. Milioni di persone hanno trovato in Obama quello che desiderano vedere, non per quello che realmente rappresenta. In momenti di grande incertezza per il futuro come questi, le parole “speranza” e “cambiamento” sono di grande richiamo. Ma possiamo credere che basti l’elezione di un presidente nero a sconfiggere “per sempre” il razzismo ?
Le posizioni politiche di Obama hanno ben poco di progressista.

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10
Nov
09

Chi ha ancora il coraggio di dire che la Cina è capitalista?

da www.lacinarossa.net

7 novembre 2009: anniversario della Rivoluzione d’Ottobre e tempo di utili bilanci. La domanda principale per i comunisti è se, dopo nove decenni, continui ancora la spinta propulsiva dell’Ottobre Rosso. Crediamo che la risposta sia positiva, per i processi sociopolitici che si stanno sviluppando sia in America Latina (Cuba socialista in testa, ma anche Venezuela e Bolivia) che in Asia, con l’espansione multilaterale della Cina Popolare.

“Ma non è certo socialista, la Cina”, affermano in molti all’interno della sinistra antagonista. Non siamo d’accordo, anche perché i fenomeni che si stanno verificando in Cina dal 1977 fino ad oggi non sono altro che una riproduzione creativa ed aggiornata, come ha notato giustamente Sergio Ricaldone due mesi fa, della NEP (Nuova Politica Economica) introdotta da Lenin nel 1921 nella Russia Sovietica. Uno degli esempi più evidenti dell’effetto di sdoppiamento nella storia contemporanea, tra l’altro, con la coesistenza conflittuale (a parità di sviluppo qualitativo delle forze produttive) di rapporti di produzione collettivisti da un lato, e di relazioni sociali di produzione capitalistiche dall’altro, nella stessa nazione e nella stessa formazione economico-sociale:URSS del 1921/28, ed in seguito Cina del 1978/2009. (1)

Nella Cina contemporanea l’egemonia viene mantenuta in ogni caso dalla “linea rossa” socioproduttiva, come emerge anche da due recenti articoli scritti da sinceri …anticomunisti ed antimarxisti, che vale la pena di socializzare.

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12
Nov
09

Yoani Sanchez la blogger con i lividi al culo – continua la falsa propaganda contro Cuba

http://www.ilbriganterosso.info    

In questi giorni ha trovato molto spazio sui quotidiani italiani la notizia del presunto pestaggio ad opera della polizia cubana della blogger Yoani Sanchez.

Il tutto parte da un articolo della stessa Sanchez sul proprio blog, Generazione Y, in cui racconta, in modo alquanto fantasioso la presunta aggressione che lei ed i suoi amici avrebbero subito.

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12
Nov
09

Le controrivoluzioni dell’89, niente da festeggiare – Catone sulla caduta del Muro di Berlino

di Andrea Catone – http://lernesto.it    

Per l’ennesima volta la direzione di Liberazione ha rifiutato di pubblicare un intervento di uno degli intellettuali ed esponenti più rappresentativi de l’Ernesto, nonché nuovo direttore della rivista. Questa volta il pretesto addotto è che il giornale, dopo l’intervento del segretario Ferrero, non intende aprire un dibattito sul ventennale della caduta del Muro di Berlino: il che ci è stato comunicato proprio il giorno in cui Liberazione dedica una pagina intera ad un intervento di Luciana Castellina sull’argomento… Non c’è bisogno di commento, le cose si commentano da sole. Ma c’è bisogno di una riflessione approfondita per capire in quale direzione stiamo andando di nuovo, nel merito e nelle modalità di gestione della democrazia interna. E’ un film che abbiamo già visto e non abbiamo alcuna intenzione di rivederlo.

Paolo Ferrero scrive che gli eventi dell’89-91 – la dissoluzione dell’URSS e del socialismo reale nell’Europa centro-orientale e balcanica che la caduta del muro di Berlino simboleggia – “è stato un fatto positivo e necessario, da festeggiare”. Anche se poi tale caduta non ha dato luogo a quel “nuovo inizio” della storia dell’umanità che gli apologeti capitalisti e la sinistra ad essi subalterna allora profetizzavano, ma ha aperto la strada alle peggiori infamie del capitalismo neoliberista: privatizzazioni violente e selvagge; smantellamento dei sistemi di difesa sociale; colonizzazione dell’economia, della società e dei corpi stessi, di donne immiserite, umiliate e offese, in fuga dall’est “liberato” ridotte a “badanti” e prostitute; il dilagare di aggressioni imperialiste una volta venuto meno il contrappeso dell’URSS; il peggioramento generalizzato delle condizioni sociali e politiche dei lavoratori all’Ovest. Come si può definire l’89 se non una pesantissima controrivoluzione sociale, politica, culturale?

Per questo, non possiamo assolutamente associarci ai festeggiamenti del 9 novembre. L’89 non è una nostra festa, è la festa della controrivoluzione capitalista nella sua espressione più crudele del neoliberismo, è la festa dei vincitori occidentali della guerra fredda.

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il blog di Andrea Musacci - referente rivista L'ERNESTO per Ferrara e provincia

PERCHE’ QUESTO BLOG

Questo blog vuol essere un piccolo contributo per la diffusione della propaganda comunista oggi in Italia. E' incentrato sul tema fondamentale della ricostruzione di un senso comune solidaristico e di lotta nel nostro Paese, di una riscoperta, di un'attualizzazione e trasformazione in praxis del pensiero marxista-leninista. Crede nell'unità delle forze comuniste oggi organizzate in Italia, come passo non sufficiente ma assolutamente necessario ed urgente per ridare forza alla sinistra, alla lotta di classe, per contrastare le barbarie politiche, sociali e culturali tipiche del sistema capitalistico, e nello specifico delle forze reazionarie italiane. Crede quindi che i paesi socialisti ancor'oggi esistenti, soprattutto in America Latina ed Asia (Cina, Cuba, Venezuela e tante altre), siano la dimostrazione che il socialismo è ancora ovunque possibile, anzi necessario !

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Nel quarto anniversario della Rivoluzione d’Ottobre

Lenin, 14 ottobre 1921 ... Noi abbiamo cominciato quest'opera. Quando, entro che termine precisamente, i proletari la condurranno a termine? Ed a quale nazione apparterranno coloro che la condurranno a termine? Non è questa la questione essenziale. È essenziale il fatto che il ghiaccio è rotto, la via è aperta, la strada è segnata. Continuate pure le vostre ipocrisie, signori capitalisti di tutti i paesi, che «difendete la patria» giapponese contro quella americana, l'americana contro la giapponese, la francese contro l'inglese, ecc! .... Alla guerra imperialista, alla pace imperialista, la prima rivoluzione bolscevica ha strappato i primi cento milioni di uomini. Le rivoluzioni successive strapperanno a simili guerre ed a simili paci l'umanità intera. E l'ultima nostra opera — la più importante, la più difficile, la più incompiuta — è l'organizzazione economica, la costruzione di una base economica per il nuovo edificio socialista che sostituisce quello vecchio e feudale distrutto, e quello capitalista semidistrutto. In questa opera, che è la più difficile e la più importante, abbiamo, più che in ogni altra, subito insuccessi e commesso errori. Come se si potesse incominciare senza insuccessi e senza errori un'opera simile, nuova al mondo! Ma noi l'abbiamo iniziata. Noi la continuiamo. Noi correggiamo appunto ora, con la nostra «nuova politica economica», tutta una serie di errori da noi commessi, noi impariamo come si deve proseguire nella costruzione dell'edificio socialista, in un paese di piccoli contadini, senza cadere in questi errori. Le difficoltà sono immense. Noi siamo abituati a lottare contro difficoltà immense. Non per nulla i nostri nemici ci hanno soprannominati uomini «granitici» e rappresentanti di una «politica che spezza le ossa». Ma noi abbiamo imparato anche, per lo meno sino a un certo punto, un'altra arte, necessaria nella rivoluzione, la flessibilità, la capacità di cambiare rapidamente e bruscamente la nostra tattica, di tenere in considerazione i mutamenti delle condizioni obiettive, di scegliere una nuova via verso il nostro scopo se quella di prima si è dimostrata inapplicabile, impossibile per un determinato periodo di tempo… ...Con uno studio tenace e perseverante, verificando praticamente l'esperienza di ogni nostro passo, non temendo di rifare più volte ciò che si è incominciato, correggendo i nostri errori, considerandone attentamente il significato, noi passeremo anche nelle classi successive. Noi seguiremo tutto il «corso», quantunque le circostanze della economia e della politica mondiale lo abbiano reso molto più lungo e difficile di quanto non avremmo voluto. Per quanto siano dure le sofferenze del periodo transitorio… noi non ci perderemo d'animo e, ad ogni costo, condurremo la nostra causa a una fine vittoriosa …